Il treno dondola dentro alla notte, la carrozza è zeppa, mi stendo in terra a fumare, tiro una canna con del nero ottimismo che hanno regalato gli amici del borgo qualche sera prima, non ho fatto nessuna festa d’addio, non mi piacciono gli addii, ho imparato a scantonarli; non esiste nulla di definitivo figuriamoci gli addii e i fazzoletti e le strizzate di mano. — PAO PAO, Pier Vittorio Tondelli (Feltrinelli)
Today the smallest event automatically prompts onlookers to whip out their pocket-size techno-slabs and start filming. A few weeks ago I was flipping through the channels when I caught part of an Ed Sheeran gig on Channel 4. It looked like roughly 50% of the audience was just standing there, pointing little black rectangles in his direction throughout. Play that back and you’d only get a hazy shot of a singing blob. So why bother? It seems especially fruitless since there was a TV crew present, filming the concert in high definition with stereo sound in order to broadcast it later for free. And if it’s not about recording the music, but simply about keeping personal mementos, why watch the screen on your phone while filming it? It’s like you’re not even there, somehow. I can understand wanting to distance yourself slightly during a violent uprising, but during a gig? We’re a curious species, when it comes down to it. — Charlie Brookes, The Guardian
O mio Bene! o mio bello. Fanfara atroce in cui non vacillo!
Fantastico eculeo! Urrà per l’opera inaudita e per il corpo meraviglioso, per la prima volta! Tutto ciò è cominciato al suono delle risate dei fanciulli, e finirà per causa loro. Questo veleno resterà in tutte le nostre vene anche quando, allontanatasi la fanfara, saremo restituiti all’antica disarmonia. Adesso, noi! così degni di queste torture! riuniamo con fervore la sovrumana promessa fatta ai nostri corpi e alle nostre anime create: questa promessa, questa demenza! L’eleganza, la scienza, la violenza! Ci è stato promesso di seppellire nell’ombra l’albero del bene e del male, di deportare le onestà tiranniche affinché vi portassimo il nostro purissimo amore.
La cosa cominciò con qualche disgusto, e finì - poiché non potevamo subito impadronirci di quell’eternità, finì con uno stordimento di profumi.
Risate infantili, discrezione degli schiavi, austerità delle vergini, orrore delle immagini e degli oggetti di quaggiù, siate consacrati dal ritorno di quella veglia. All’inizio tutto era stato molto volgare, ed ecco che finisci con degli angeli di fiamma e di ghiaccio.
Corta veglia d’ebbrezza, santa! quand’anche fosse solo per la maschero di cui ci hai gratificato. Ti proclamiamo, metodo! Non dimentichiamo che ieri hai glorificato le nostre età. Abbiamo fede nel veleno. Sappiamo dare la nostra vita intera tutti i giorni.
Ecco il tempo degli Assassini.
ARTHUR RIMBAUD, anima dannata.
(Source: thefashioncave)
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E soprattutto. Dovrei smetterla di usare questa parola, sicuramente, così spesso.
Sono incredibilmente frustrato.
Mi chiedo per quale ragione mi sia portato a un controllo così spasmodico della rabbia. A un rilascio lento e soporifero. Controproducente per gli altri e negativo per me stesso. Velenoso per me stesso. La rabbia e l’inquietudine mi assalgono, mai liberate, grondanti di mesi e mesi di repressione.
Sono fottuto. Anzi qualcun’altro sarà fottuto, e io con lui. Ma è così necessario arrivare allo stremo? Qual è il segreto? C’è un segreto?
Sicuramente, spero (ossimoro inteso), il segreto non è il controllo. O se lo è sicuramente non è la repressione.
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Provante.
Provante.
Provato.
Prova Prova Prova.
Provato.
Provante.
1… 2… 3… Provato.
Devastato.
Devastante.
Annichilito.
Annichilente.
Morente.
Morto.
Provato.
Prova_to.
1.. 2… 3… Prova_nte.